Sara Costa

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Strategie cognitive nella ricezione di testi letterari

Attualmente mi occupo di linguistica cognitiva e poetica cognitiva come riferimento teorico nell'ambito dello studio delle strategie cognitive coinvolte nella ricezione di testi letterari in lingua tedesca.

Descrizione del progetto

Base scientifica di partenza

Il progetto si configura come un’evoluzione della mia ricerca di dottorato e degli studi compiuti successivamente ad essa come dottore di ricerca e cultrice della materia all’Università di Bologna nell'ambito delle difficoltà di elaborazione del microlivello lessicale nel processo di lettura e di comprensione di testi in lingua straniera . L’analisi ha preso in considerazione le modalità di ricezione di testi aventi come fattore costitutivo un’elevata percentuale di lessico non noto – con l’esito non infrequente di un totale black out della comprensione.

La capacità di elaborare testi in presenza di lessico non noto costituisce un ambito specifico della competenza di lettura, ad oggi quasi per nulla studiato. Alcune ricerche in questa direzione sono state compiute da  Liu & Nation (1985), Laufer (1989), Hirsh & Nation (1992), Laufer (1997), Nation & Waring (1997), Hu & Nation (2000), che hanno tuttavia privilegiato una prospettiva di ricerca tesa principalmente all’esplorazione della copertura lessicale del testo, ovvero alla determinazione della quantità di lessico noto necessaria al lettore per realizzare comprensione in funzione di fattori diversificati come scopo, lunghezza, tipologia testuale, ecc. In questi studi il tema delle strategie di comprensione in presenza di lessico non noto, centrale nelle mie ricerche,  riveste un ruolo marginale. Lo sviluppo di competenze strategiche viene discusso per lo più come obiettivo d’insegnamento inadeguato, laddove la competenza lessicale L2 del lettore sia al di sotto di un determinata soglia (cfr. la threshold hypothesis in Alderson 1984).

Il mio lavoro di ricerca si fonda sulla conoscenza approfondita dello stato dell’arte in materia di strategie di comprensione (cfr. Farstrup & Samuels 2003; Block & Pressley 2002; Deutsches Pisa Consortium 2001; Bohn 1999) e, dal punto di vista teorico, sui postulati del modello cognitivo connessionista (cfr. Elman et al. 1996; Plunkett & Elman 1997; McLeod, Plunkett, Rolls 1998 per la formulazione generale del paradigma connessionista), già assunto in alcuni studi psicolinguistici in forma teorica (cfr. Elsen 1999: l’approccio connessionista-funzionalista come base ipotetica per spiegare l’acquisizione della L1; Paradis 1987 e 1993 per l’apprendimento bilingue) o in forma applicata attraverso simulazioni neurali (cfr. Rumelhart & McClelland 1986 e Plunkett & Marchman 1996 per l’acquisizione del passato dei verbi in lingua inglese; Kemke 2000 per l’elaborazione di alcuni aspetti della lingua naturale, come il parsing e gli enunciati ambigui), sulla scorta di recenti studi sull’adeguatezza neurobiologica del modello (Pulvermüller 2002; Müller & Rickheit 2003; Herrmann & Fiebach 2004). Recentemente i fondamenti teorici del paradigma connessionista, in particolare riguardo all’apprendimento per induzione e generalizzazione, sembrano emergere negli studi linguistici della construction grammar (Konstruktionsgrammatik) e della frame semantics, in cui similmente si ipotizza che il senso si strutturi attraverso l’esperienza d’uso di una complessa rete di relazioni tra tutte le dimensioni del linguaggio (sintassi, semantica, pragmatica, discorso, morfologia, fonologia, prosodia…).

Nella prima parte del mio studio si evidenzia come il lessico non noto, vale a dire una bassa competenza lessicale in relazione ad un determinato testo, non rappresenti di per sé un ostacolo alla sua comprensione globale, allorché il lettore ricorra ad adeguate strategie di comprensione di microlivello e/o di macrolivello, intese – alla luce della teoria proposta – come una rete di processi neurocognitivi e, più specificamente, neurolinguistici, tra loro interdipendenti, contraddistinti da una bassa soglia d’attivazione, laddove la rete sia già sufficientemente ‘esercitata’ (in questo caso un minimo stimolo basta a co-attivare processi contigui). Nelle mie ricerche ho sottoposto a test di lettura in L1 e L2 diversi gruppi-campione di studenti di livello A2, sia di scuola secondaria, sia iscritti alla Facoltà di Lingue Straniere Moderne dell’Università di Bologna e dell’Università di Verona, mostrando come in ogni gruppo la maggior parte degli studenti riesca a comprendere in modo accettabile o persino soddisfacente un testo in L2 contenente un’elevata percentuale di lessico non noto, impiegando un apparato strategico variegato. Per molti, nonostante diffuse difficoltà sul microlivello dell’elaborazione morfematico-lessicale, le sole strategie del macrolivello si sono rivelate sufficienti a realizzare comprensione. Ciò che tuttavia ha costituito il focus del mio lavoro è stata l’individuazione, all’interno di questo quadro, di un gruppo quasi fisiologico di studenti (circa il 10% in ogni campione), per i quali il lessico sconosciuto rappresenta un fattore inibitorio dell’elaborazione testuale. Di questo gruppo ho potuto tracciare un profilo relativamente preciso, compatibile con la demarcazione di un “tipo” di lettore per il quale, in presenza di una quantità consistente di lessico non noto (intorno al 13%), si verifica l’occorrenza di una peculiare combinazione di tratti definitori:

  • un blocco pressoché totale della comprensione in L2
  • una competenza di lettura soddisfacente sul macrolivello qualora non sussista la variabile del lessico non noto (uso efficace di strategie globali di comprensione sul macrolivello, dei processi di coerenza in tipologie testuali anche complesse) con esiti apprezzabili nella comprensione in L1
  • difficoltà trasversali di elaborazione lessicale, con una padronanza molto lacunosa o nulla delle strategie del microlivello sia in L1, sia in L2 (incapacità di lettura reticolare sul microlivello)
  • uno stile di lettura che mostra un forte bisogno di elaborazione testuale sul microlivello.

Nella seconda fase della ricerca ho utilizzato il metodo dello studio qualitativo longitudinale su un soggetto sperimentale appartenente a questo gruppo o “tipo” per identificare e descrivere i processi responsabili di questo black out della comprensione. L’analisi delle registrazioni dei protocolli di lettura ha richiesto un lavoro preliminare di esplorazione e di comparazione delle conoscenze disponibili nella letteratura internazionale in materia di strategie di comprensione, spesso circoscritte al macrolivello testuale (strategie inferenziali sulla struttura informativa, collegamenti intertestuali, processi di elaborazione di coerenza e coesione, ecc.). Scarsamente disponibili sono apparsi invece i lavori sulle strategie di comprensione del microlivello. L’analisi del materiale raccolto, l’uniformazione delle molteplici definizioni e la riconduzione della varietà terminologica a processi cognitivi spesso coincidenti mi hanno consentito di raccogliere in un quadro unitario i processi e le strategie di comprensione del micro- e macrolivello e di elaborare un modello cognitivo reticolare che ha costituito il principale riferimento nello studio del mio caso. Su questo modello ho basato sia il percorso didattico di lettura strategica in L2 testato sul soggetto sperimentale, sia la successiva analisi dei protocolli di lettura.

In particolare, l’indagine qualitativa effettuata sul soggetto ha messo in luce:

  • la dinamica dei blocchi di comprensione del soggetto, dovuti ad una mancata/bassa attivazione della rete di strategie di lettura del microlivello e, contestualmente, ad una insufficiente riflessione metacognitiva sulle medesime strategie;
  • l’efficacia di un training reticolare delle strategie di comprensione basato sul modello sopra citato ed in particolare la sequenza d’apprendimento e di metabolizzazione metacognitiva di tali strategie (coniugabile, in un approfondimento della ricerca, con l’ipotesi di una teoria della processabilità delle strategie di comprensione).

Obiettivi del progetto

La ricerca si colloca similmente sul microlivello dell’elaborazione testuale, all’interno dell’ambito di indagine della linguistica testuale. Il progetto intende sviluppare le conoscenze acquisite con le precedenti ricerche sul funzionamento dei processi strategici di lettura a livello lessicale e morfosintattico, estendendo l’analisi alle strategie di microlivello che si attivano nel processo di comprensione di testi letterari in L2. Si elencano, a titolo meramente esemplificativo, possibili ambiti di osservazione e di analisi:

  • modalità di riconoscimento e di elaborazione di elementi testuali noti
  • modalità di deduzione di elementi testuali non noti
  • modalità di riconoscimento e di elaborazione di campi semantici (iperonimi, iponimi, sinonimi, meronimi;
  • modalità di elaborazione delle parole composte (prefissi, suffissi, ecc.);
  • modalità di elaborazione di internazionalismi e parole straniere;
  • modalità di identificazione e di elaborazione di occorrenze lessicali (matrici lessicali che identificano famiglie lessicali o famiglie semantiche);
  • modalità di riconoscimento e di identificazione delle collocazioni (es. sostenere – un esame);
  • modalità di esecuzione di contestualizzazioni semantiche (es. costruzione di coerenza sul piano frasale);
  • modalità di sfruttamento del contesto grammaticale (elaborazione morfosintattica);
  • modalità di elaborazione di elementi fonologici;
  • ricontestualizzazione (elaborazioni intertestuali);
  • inferenze “di collegamento”;
  • modalità di lettura anticipatoria, costruzione di ipotesi, inferenze “proiettive”, verifica delle ipotesi sul piano frasale
  • realizzazione di “elaborazioni” (completamento di informazioni mancanti, ricostruzione di passaggi informativi);
  • produzione di coerenza;
  • altri processi strategici eventualmente specifici della lettura di testi letterari.

L’obiettivo più prossimo della ricerca è quindi un’analisi approfondita del funzionamento delle strategie cognitive del microlivello (competenze lessicali e morfosintattiche) nella comprensione di un testo letterario in L2, che potrà gettare un ponte fra gli studi linguistici e gli studi letterari, per i quali si auspica da tempo una più stretta collaborazione (cfr. Destro in Ferreri 2009).

Come obiettivo di medio periodo si ipotizza, inoltre, che i risultati ottenuti, espandendo il modello reticolare già elaborato con la ricerca di dottorato, possano essere implementati in una piattaforma e-learning della Facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Bologna, specificamente dedicata all’accrescimento delle competenze testuali di microlivello degli apprendenti. La piattaforma potrà avere carattere conoscitivo ed esercitativo: le pagine di tipo conoscitivo, essendo principalmente destinate ad apprendenti italofoni, potranno essere redatte in lingua italiana, nell’ottica di una fruizione interdisciplinare dei contenuti teorici. Le pagine esercitative, pur riprendendo le ricerche sperimentali compiute su testi letterari in lingua tedesca nel corso del progetto, potranno essere declinate in altre lingue nei futuri sviluppi del progetto, in virtù delle caratteristiche dinamiche di questo tipo di piattaforme.

Riferimenti teorici

L’apparato teorico di riferimento rimane quello cognitivo-connessionista, che attribuisce un peso determinante alla ricchezza dell’input linguistico e alla sua frequenza d’uso e di elaborazione per consolidare, neurobiologicamente: in connessioni neurali, cognitivamente: in un’abitualizzazione all’elaborazione reticolare, la competenza semantica del lettore attraverso una maggiore capacità di riconoscere combinazioni linguistiche e darne un giudizio estetico (cfr. Agresti 2004). Data la contiguità di approccio tra il paradigma cognitivo-connessionista e le recenti ricerche della construction grammar (Konstruktionsgrammatik) e della frame semantics, la ricerca si propone di approfondire i postulati di queste nuove aree di studio, valutandone il possibile apporto all’analisi del funzionamento delle strategie di microlivello (cfr. Lakoff 1987; Fillmore, Kay, O’Connor 1988; Goldberg 1995 e 2006). Come riscontro, si ipotizza tuttavia la possibilità, già accennata, di discutere, come diverso punto di vista, la plausibilità dell’ipotesi di una teoria della processabilità di Pienemann (2005) per la sequenza di funzionalizzazione delle strategie di comprensione, ovvero eventuali punti di contatto della ricerca con questa teoria.

Per l’analisi della specificità delle strategie di lettura nel testo letterario si farà riferimento agli studi pubblicati in materia nell’ultimo decennio (crf. Cisotto 2006; Block e Pressley 2002; Farstrup e Samuels 2002; Basile/Di Mauro 2001, Zahnd 2000), non tralasciando studi precedenti di particolare rilevanza (Crowder 1986; Davis 1968, solo per citare alcuni esempi).

Aspetti innovativi della ricerca e metodologia

La tradizionale separazione degli studi letterari dagli studi linguistici appare da tempo troppo restrittiva e poco soddisfacente. Eppure si tratta di ambiti disciplinari che potrebbero compenetrarsi proficuamente in un progetto di esplorazione dei complessi processi psicolinguistici innescati dall’esperienza di lettura di testi letterari. Sul piano conoscitivo, un’analisi approfondita delle strategie cognitive del microlivello (competenze lessicali e morfosintattiche) funzionali alla comprensione di un testo letterario in L2, coniugata con l’obiettivo a medio termine di una proposta didattica di affinamento di questo tipo di competenze testuali in modalità blended learning attraverso una piattaforma e-learning dedicata, si configura come particolarmente innovativa ed auspicabile, poiché i processi di fruizione letteraria sono messi in moto da luoghi testuali in cui la costituzione di senso da parte del lettore passa proprio attraverso la densità di codifica della superficie linguistica del testo, ovvero attraverso una percezione che è sia oggettiva, ad esempio nel riconoscimento di fatti stilistici, sia soggettiva, nel riconoscimento di fatti linguistici emergenti ai suoi occhi dalla rete testuale (cfr. Iser 1994). Le ricerche da me condotte fino ad oggi hanno tuttavia evidenziato una significativa debolezza degli apprendenti nell’elaborazione del microlivello testuale, lasciando intravedere l’urgenza di strutturare spazi di intervento didattico capaci di potenziare la competenza di lettura strategica a livello lessicale e morfosintattico.

Sul piano metodologico ed interpretativo/teorico la ricerca si propone come innovativa per l’adozione di un approccio che mette in relazione la prassi consolidata dell’indagine qualitativa (attraverso gli strumenti, da valutare, dell’intervista libera, dinamica, strutturata, semi strutturata e della riflessione parlata - thinking aloud, già utilizzata nelle mie ricerche precedenti) con le ipotesi cognitive del modello connessionista, già applicate e verificate in riferimento al funzionamento delle strategie di comprensione nello studio qualitativo di dottorato.

Un ulteriore obiettivo, ambizioso e meno prossimo, raggiungibile nel breve o nel medio termine, è – come citato sopra l’analisi del funzionamento delle strategie di microlivello alla luce di due diversi approcci teorici, oggi di grande interesse, la construction grammar/frame semantics e la processability theory, in modo da valutarne l’adeguatezza descrittiva rispetto alla questione qui proposta.

Piano della ricerca

In considerazione dell’ampiezza dell’orizzonte di ricerca, si prevede eventualmente di privilegiare per un approfondimento particolare alcuni aspetti di maggiore interesse fra quelli elencati.

La ricerca si articolerà in varie fasi:

    • la prima fase consisterà nello studio dello stato dell’arte in tema di strategie di lettura e testi letterari, con particolare attenzione alle ricerche – se disponibili – relative al microlivello del testo letterario (raccolta della documentazione necessaria all’analisi);
    • la seconda fase comprenderà l’analisi vera e propria, incentrata principalmente su sedute di lettura di testi letterari con studenti della Facoltà di Lingue Straniere Moderne dell’Università di Bologna strutturate in base a tecniche qualitative, con cui si cercherà di mettere in evidenza i processi di microlivello meglio funzionalizzati e quelli che invece necessitano maggiormente di un training. Si prevede l’organizzazione di un think tank a cadenza trimestrale con workshop in itinere per la verifica dei risultati parziali della ricerca;
    • la terza fase sarà dedicata all’analisi del corpus di dati raccolto attraverso le sedute di lettura;
    • la quarta fase consterà nella disseminazione dei risultati tramite una pubblicazione sugli esiti della ricerca e nell’abbozzo di un progetto di implementazione degli esiti del lavoro in una piattaforma e-learning per l’autoapprendimento. E’ ipotizzabile inoltre un convegno da organizzare presso la Facoltà di Lingue Straniere Moderne dell’Università di Bologna sulle ulteriori prospettive di collaborazione tra studi linguistici e studi letterari.

Risultati attesi

Elaborazione/implementazione di un modello cognitivo reticolare delle strategie di comprensione esteso a testi letterari.

Possibile stimolo per una evoluzione della ricerca in prospettiva interdisciplinare con applicazione in altre lingue.

 

© 2007 prof.ssa Sara Costa